Campagna di sensibilizzazione destinata al personale medico e curante

Kalina, vittima della tratta di esseri umani, e un medico che nutre sospetti
Kalina, vittima della tratta di esseri umani, e un medico che nutre sospetti (Foto: Agence Luxs, Michael Philipp)

Kalina aveva un sogno: venire in Svizzera, trovare lavoro e migliorare la sua situazione economica. Per colpa delle false promesse di un conoscente finisce nelle grinfie di un carnefice che la sfrutta. Così è diventata vittima della tratta di esseri umani. Forse una visita all’ospedale potrebbe salvarla dalla sua condizione di sfruttamento… 

Non dovrebbe finire così, il vostro ruolo è decisivo

«Prendete tempo, guadagnate fiducia e informate la vittima», Prof. Exadaktylos (rapporto annuale di fedpol 2017)

fedpol ha lanciato una campagna volta a sensibilizzare il personale medico e curante al fenomeno della tratta di esseri umani. La campagna intende aumentare in modo particolare la consapevolezza dei professionisti della salute sul fatto che dietro a una paziente o a un paziente potrebbe celarsi una vittima della tratta di esseri umani. È difficile riconoscere una vittima della tratta, la persona non porta la sua condizione scritta in volto e non esiste un caso standard. È la presenza di una serie di segnali, talvolta impercettibili, che fa nascere i primi dubbi. Questa prima impressione dei medici e del personale curante è fondamentale per giungere a una diagnosi medica. Basta un sospetto per proporre alla potenziale vittima di prendere contatto con un’organizzazione che fornisce aiuto specializzato.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.06.2018