Il Consiglio federale adotta il rapporto sulle misure contro la mutilazione genitale femminile in Svizzera

In Svizzera vivono circa 22 400 bambine e donne che sono o rischiano di essere vittima della mutilazione degli organi genitali. Oggi, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato dell’ex consigliera nazionale Nathalie Rickli «Misure contro le mutilazioni genitali femminili». 

La mutilazione genitale femminile è un reato che spesso rimane nell’ombra. Le vittime sono quasi sempre bambine piccole. La lotta a questo reato è ostacolata non solo dalla difficoltà nell’individuare i casi, ma anche dal radicamento di questo sopruso nel contesto culturale. Una cosa tuttavia è certa, il perseguimento penale da solo non è sufficiente.

Il Consiglio federale punta pertanto su un approccio differenziato e multidisciplinare. La prevenzione e il perseguimento penale rivestono tuttora una grande importanza. Occorre tuttavia rafforzare la cooperazione nazionale e internazionale e garantire l’assistenza e le cure sanitarie alle bambine e alle donne interessate.

Un’ulteriore aspetto da migliorare sono le basi statistiche relative alla mutilazione genitale femminile. Per valutare l’efficacia delle misure adottate e procedere a eventuali adeguamenti, occorre un quadro nazionale delle bambine e delle donne che sono o rischiano di essere vittima di mutilazione.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito:
Comunicato stampa del Consiglio federale del 25 novembre 2020  

Ultima modifica 25.11.2020

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