Iniziativa sulla giustizia

Votazione popolare del 28 novembre 2021

Ogni sei anni il Parlamento elegge, su proposta della propria Commissione giudiziaria, i giudici federali nel rispetto della forza proporzionale dei partiti. È un sistema convalidato, attento agli equilibri politici e alla trasparenza.

Il comitato d'iniziativa ritiene che l'attuale sistema limiti l'indipendenza dei giudici e non tenga in giusta considerazione i candidati non affiliati a un partito. L'iniziativa sulla giustizia propone pertanto di estrarre a sorte i giudici: una commissione peritale indipendente deciderebbe chi ammettere al sorteggio, limitando la scelta alle persone idonee dal punto di vista professionale e personale. I giudici eletti potrebbero restare in carica fino a cinque anni oltre l'età di pensionamento. La destituzione sarebbe pertanto possibile soltanto a titolo eccezionale.

La votazione sull'iniziativa è in programma il 28 novembre 2021.

Video esplicativo

Conferenza stampa, 11 ottobre 2021

 

Prassi attuale

Oggi i giudici federali sono eletti dal Parlamento. I posti vacanti sono messi a concorso dalla Commissione giudiziaria, che valuta le candidature e propone al Parlamento i candidati più idonei in termini professionali e personali. La Commissione veglia a titolo volontario all'equa rappresentanza di tutti i partiti e di tutte le lingue ufficiali. Il Parlamento può inoltre tener conto di altri aspetti, quali il sesso e la provenienza regionale.

Il Parlamento elegge i giudici per sei anni. Alla scadenza del mandato, i giudici in carica sono in genere rieletti. Dal 1874, il Parlamento ha negato soltanto due volte la rielezione a un giudice, entrambe le volte per raggiunti limiti di età.

L'iniziativa sulla giustizia nel dettaglio

Accogliendo l'iniziativa, s’introdurrebbero i seguenti cambiamenti:

Posizione del Consiglio federale e del Parlamento

L'attuale sistema di elezione dei giudici del Tribunale federale ad opera del Parlamento è consolidato, trasparente e democratico. L'iniziativa sulla giustizia vuole sostituirlo con un sorteggio lasciando decidere la sorte anziché parlamentari eletti democraticamente. Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l'iniziativa per i seguenti motivi:

  • Elezione democratica anziché buona sorte
    Oggi i giudici federali sono eletti dall'Assemblea federale plenaria (Parlamento). L'elezione pubblica è una procedura trasparente e convalidata. In veste di organo eleggente, il Parlamento assume la responsabilità politica. Accettando l'iniziativa, si rimpiazzano le elezioni periodiche con un unico tiraggio a sorte. Un sistema del genere mal si concilia con la tradizione democratica della Svizzera e non è conforme al nostro ordinamento giuridico. Nessun Cantone designa i propri giudici per sorteggio. Infatti questo sistema cela il rischio che non vengano designati i candidati più idonei, ma quelli più fortunati.
  • Equa rappresentanza
    Per tradizione, il Parlamento elegge i giudici tenendo conto della forza proporzionale dei partiti. Tale sistema consente la ponderazione equilibrata e trasparente di varie correnti sociali e posizioni politiche, aumentando l'accettazione del Tribunale federale nella popolazione. Il Parlamento può inoltre considerare altri criteri, quali la provenienza, l'età o il sesso. Un sorteggio, dal canto suo, non è in grado di garantire l'equilibrio richiesto, o solo in parte. L'elezione dei giudici per sorteggio cela il rischio di un lungo, forte squilibrio nella rappresentanza di determinati valori, partiti, confessioni o di uno dei due sessi.
  • L'appartenenza partitica crea trasparenza
    I giudici hanno il loro imprinting personale, culturale e sociale, e pertanto assumono posizioni politiche differenti, che appartengano a un partito o no. Eleggere i giudici in funzione della forza partitica rende trasparenti queste posizioni.
  • Indipendenza dei giudici federali
    I promotori dell'iniziativa ritengono che un'elezione unica renda più indipendenti i giudici. A loro parere, l'attuale sistema della rielezione periodica impedisce ai giudici di sentenziare scostandosi dalla linea del partito. La prassi ha però mostrato che i giudici federali sono assolutamente in grado di pronunciarsi a titolo indipendente. Nessun giudice federale ha mai mancato la rielezione a causa di una sentenza emessa.
  • Tassa sul mandato
    Oggi la maggior parte dei giudici federali e cantonali versa al proprio partito una percentuale della retribuzione (tassa sul mandato). Lo stesso vale per i membri di governi e parlamenti. La tassa sul mandato non è sancita nella legge, ma è consuetudine in Svizzera, che non prevede il finanziamento statale dei partiti. Il Parlamento sta discutendo l'abolizione della tassa sul mandato a prescindere dalla presente iniziativa.

Cos’è stato fatto finora?

  • L’11 ottobre 2021 la consigliera federale Karin Keller-Sutter illustra la posizione del Consiglio federale in merito all’iniziativa. (comunicato stampa, discorso)
  • Il 18 giugno 2021 il Parlamento raccomanda di respingere l'iniziativa sulla giustizia senza opporle controprogetto. (Dibattimenti parlamentari)
  • Il 7 gennaio 2021 l'Ufficio federale di giustizia analizza un controprogetto indiretto per ordine delle Commissioni degli affari giuridici delle due Camere del Parlamento. (Rapporto, disponibile solo in tedesco e francese)
  • Il 19 agosto 2020 il Consiglio federale propone al Parlamento di respingere l'iniziativa sulla giustizia senza opporle controprogetto diretto o indiretto. (Messaggio del Consiglio federale) (Comunicato stampa)
  • Il 26 agosto 2019 viene depositata l'iniziativa popolare federale «Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio» con 130 100 firme valide. (Testo dell'iniziativa)

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Ultima modifica 24.08.2021

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