Il Consiglio federale adotta il messaggio sui precursori di sostanze esplodenti

Gli attentati perpetrati in Europa negli ultimi anni lo evidenziano: i terroristi fabbricano ordigni artigianali utilizzando sostanze chimiche presenti in diversi prodotti di uso quotidiano, quali i fertilizzanti, i prodotti per pulire le piscine e i solventi. Queste sostanze, tra cui il perossido di idrogeno, l’acetone o i nitrati, sono denominate precursori di esplosivi. In Svizzera sono disponibili in vendita libera, mentre nell’Unione europea il loro acquisto è regolamentato. Il rischio che i criminali si procurino i precursori nel nostro Paese è dunque reale.

Diversi attentati compiuti con bombe rudimentali sono falliti causando, per fortuna, soltanto feriti come ad Ansbach in Germania nel luglio 2016, nella stazione di Bruxelles nel giugno 2017 o nel metrò di Londra nel settembre 2017. Ridurre il margine di manovra dei terroristi riguardo alla preparazione di esplosivi significa aumentare la probabilità che i loro piani falliscano. La restrizione dell’accesso ai precursori e il progetto di legge volto a disciplinare i precursori di esplosivi si rivelano importanti in tal senso: consentono infatti di limitare l’accesso di privati a sostanze altamente concentrate.

Un disciplinamento mirato

Le misure da adottare dovranno essere quanto più efficaci possibili e avere un costo contenuto per tutti gli attori coinvolti. Il Consiglio federale proposta pertanto un disciplinamento mirato che limiti l’accesso a tali sostanze. La nuova legge federale integra la Strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo che si prefigge, tra l’altro, di contrastare il verificarsi di attentati sul territorio svizzero. La normativa costituisce pertanto un vantaggio per la sicurezza interna della Svizzera.

La normativa prevede restrizioni di accesso per un centinaio di prodotti prevalentemente venduti da farmacie, drogherie e negozi specializzati. Se la concentrazione di precursori nel prodotto è bassa, l’acquisto non è soggetto a restrizioni. Per una concentrazione più elevata, occorre un’autorizzazione di acquisto rilasciata da fedpol. I privati che presentano una richiesta in tal senso, dovranno precisare l’uso che intendono fare del prodotto in questione. Per i prodotti con una concentrazione elevata di precursori è inoltre previsto un divieto di accesso, con la possibilità di richiedere autorizzazioni eccezionali per l’acquisto.

Il disciplinamento si applica unicamente ai privati. Gli utilizzatori professionali, quali gli agricoltori, non sono interessati da queste restrizioni.

Bilancio dell’Unione europea

Nel 2014 l’Unione europea ha adottato un regolamento relativo all’immissione sul mercato e all’uso di precursori di esplosivi. Facendo un primo bilancio si può dire che la normativa sta producendo i suoi effetti sul mercato. Infatti, i produttori iniziano a ridurre la concentrazione di precursori nei loro prodotti. È quindi probabile che le transazioni e i prodotti interessati dal campo d’applicazione della normativa si riducano sempre di più, visto che i prodotti a bassa concentrazione restano liberamente accessibili. Il regolamento ha inoltre contribuito a una collaborazione più intensa tra venditori e autorità. Nel corso degli ultimi mesi, la maggiore consapevolezza e la sensibilizzazione sui pericoli costituiti dai precursori in Europa hanno reso più difficile preparare esplosivi.

Queste esperienze maturate nell’Unione europea mostrano che il sistema può essere snellito togliendo la registrazione e conservando unicamente l’obbligo di autorizzazione per i livelli di concentrazione più elevati. La regolamentazione resta pragmatica e si adegua alle necessità del mercato. Nel novembre 2018, il Consiglio federale ha quindi deciso di semplificare in modo analogo il sistema proposto, eliminando la registrazione delle transazioni e mantenendo unicamente l’obbligo di autorizzazione. Questo significa che i livelli di concentrazione che nell’avamprogetto posto in consultazione erano soggetti a registrazione, necessiteranno ora di un’autorizzazione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 20.11.2019