Collegamento dei sistemi d’informazione: un contributo alla sicurezza e alla gestione della migrazione

Comunicati, Il Consiglio federale, 09.10.2019

Le autorità di polizia e migratorie hanno accesso a numerosi sistemi d’informazione a livello europeo. Attualmente, tali sistemi devono essere consultati separatamente. Ciò implica una perdita di tempo e una minore efficienza. In futuro, una soluzione informatica, l’interoperabilità, permetterà di accedere alle informazioni contenute nei diversi sistemi tramite un’unica consultazione. Le autorità saranno quindi in grado di individuare con maggiore efficacia le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza o celano la propria vera identità. Tutto ciò contribuirà a contrastare le forme gravi di criminalità e il terrorismo, a migliorare la gestione della migrazione e ad accrescere la sicurezza nello spazio Schengen. In occasione della sua seduta del 9 ottobre 2019, il Consiglio federale ha posto in consultazione un progetto in tal senso.

L’essenziale in breve:

  • Il Consiglio federale intende collegare i sistemi d’informazione in modo tale che le informazioni ivi contenute possano essere consultate più agevolmente grazie alla cosiddetta "interoperabilità".
  • L’interoperabilità fornisce un contributo alla lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo, consente una migliore gestione della migrazione e rafforza la sicurezza nello spazio Schengen.
  • A tale riguardo, occorre ricordare che non sono rilevati nuovi dati e che i diritti di accesso ai sistemi d’informazione restano immutati.

Nel corso degli anni, le autorità di sicurezza e migratorie europee hanno sviluppato numerosi sistemi d’informazione, ciascuno con una finalità propria: il Sistema d’informazione Schengen (SIS), dove sono registrate segnalazioni di persone ricercate, scomparse oppure oggetto di un divieto di entrata nonché di veicoli e oggetti ricercati, il sistema d’informazione visti (VIS), che contiene i dati relativi ai visti rilasciati dagli Stati Schengen, e infine l’Eurodac, ovvero la banca dati centrale delle impronte digitali dei richiedenti l’asilo e delle persone fermate per entrata illegale nello spazio Schengen.

Nei prossimi anni, si aggiungeranno altri sistemi a quelli già esistenti, ovvero il sistema di ingressi/uscite (EES), che permetterà agli Stati Schengen di sapere con esattezza dove e quando un cittadino di uno Stato terzo entra ed esce dallo spazio Schengen, nonché il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), tramite il quale in futuro i cittadini di Paesi terzi esentati dall’obbligo del visto dovranno chiedere l’autorizzazione ai viaggi prima di entrare nello spazio Schengen.

Smascherare le false identità

Far sì che le autorità interessate dispongano di tutte le informazioni rilevanti tramite un’unica consultazione e ricevano l’informazione giusta al momento giusto: questo è l’obiettivo dell’interoperabilità. Oggi, un criminale segnalato dalla Svizzera nel SIS ai fini di un divieto di entrata e allontanato nel suo Paese d’origine può tranquillamente tornare nello spazio Schengen. Può infatti richiedere un visto presso l’ambasciata di un altro Stato Schengen servendosi di una falsa identità. Sebbene siano registrate nel VIS, le sue impronte digitali non sono infatti confrontate con quelle contenute nel SIS.

In futuro, grazie all’interoperabilità, un portale comune consentirà di consultare simultaneamente i dati registrati in tutti i sistemi d’informazione interessati, tra cui il SIS e il VIS. I dati biometrici della persona oggetto del controllo saranno confrontati tempestivamente con quelli contenuti negli altri sistemi d’informazione. L’interoperabilità introduce inoltre nuove possibilità per risalire alla vera identità di persone che sono registrate in diversi sistemi d’informazione sotto falsa identità o con identità multiple, permettendo così di individuare eventuali autori di reato.

Contributo alla sicurezza e alla gestione della migrazione

Naturalmente, verrà garantito un elevato standard di protezione dei dati, basato sul livello di protezione previsto dall’UE. L’interoperabilità non comporterà la rilevazione di nuovi dati o una modifica degli attuali diritti di accesso ai sistemi d’informazione. Per contro, permetterà di rafforzare la sicurezza grazie a una maggiore efficacia dei controlli di polizia e alle frontiere. Tutto ciò contribuirà a contrastare le forme gravi di criminalità e il terrorismo, a migliorare la gestione della migrazione e ad accrescere la sicurezza nello spazio Schengen.

Costi di progetto

I costi di progetto ammontano a 21,6 milioni di franchi. Essi fanno parte di un credito d’impegno destinato all’attuazione di una serie di progetti volti a sviluppare i sistemi d’informazione nel quadro dell’acquis di Schengen/Dublino. Il messaggio concernente il credito d’impegno è stato trasmesso al Parlamento dal Consiglio federale il 4 settembre 2019.

Le nuove possibilità rafforzeranno le capacità di ricerca e indagine delle autorità e, di conseguenza, anche la sicurezza. Per poter usufruire di tali nuove opportunità, come la verifica dei dati biometrici, le autorità necessiteranno, tuttavia, anche di maggior risorse per il personale. Una decisione nel merito sarà presa non appena sarà possibile quantificare il fabbisogno effettivo.

Termine di consultazione il 9 gennaio 2020

L’attuazione dell’interoperabilità richiede modifiche a livello di legge. È su tali modifiche che verte la consultazione avviata in data odierna. La procedura di consultazione terminerà il 9 gennaio 2020.

Info complementari

Documentazione

(Questi documenti non sono disponibili in italiano)

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 09.10.2019

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