Piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento

Parole chiave: Terrorismo

Comunicati, DFGP, 04.12.2017

Per evitare che determinate persone si radicalizzino a tal punto da ricorrere alla violenza, occorre intervenire per tempo. I rappresentanti dei governi cantonali e degli esecutivi di Comuni e città nonché la consigliera federale Simonetta Sommaruga hanno presentato lunedì a Berna un Piano d’azione nazionale che ha per oggetto la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento in tutte le sue forme. Il Piano d’azione nazionale contiene 26 misure che si fondano sui numerosi sforzi già in atto e completa i progetti legislativi in corso volti a potenziare la lotta al terrorismo. Il Consiglio federale sosterrà l’attuazione del Piano d’azione con un programma d’incentivazione.

Foto di gruppo dopo l’adozione del piano d’azione
Foto di gruppo dopo l’adozione del piano d’azione (Immagine: DFGP)

Il Piano d’azione rientra nella strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo, nel cui ambito la prevenzione riveste un ruolo determinante. Il Piano d’azione offre un importante contributo in tal senso, promuovendo un intervento interdisciplinare a tutti i livelli statali contro la radicalizzazione e l’estremismo violento. In questo modo crea i presupposti per riconoscere e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento in tutte le sue forme. A tal fine riunisce in particolare gli sforzi già intrapresi in tale ambito.

Adottato all’unanimità

A partire da settembre 2016 il Piano d’azione è stato elaborato di comune intesa da Confederazione, Cantoni, città e Comuni, sotto la direzione del Delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS). Il 24 novembre 2017, i presidenti della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) nonché dell’Unione delle città svizzere e dall’Associazione dei Comuni svizzeri hanno adottato il Piano d’azione.

Nella seduta del 1° dicembre 2017, il Consiglio federale ha preso atto del Piano d’azione e manifestato l’intenzione di voler adottare un programma d’incentivazione quinquennale che intende conferire lo slancio necessario all’attuazione del Piano da parte dei servizi competenti nei Cantoni, nelle città e nei Comuni. Con il programma d’incentivazione la Confederazione prevede di mettere a disposizione un totale di 5 milioni di franchi con cui sostenere progetti avviati a livello cantonale e comunale nonché dalla società civile.

26 misure suddivise in cinque ambiti d’intervento

Le 26 misure sono previste in cinque ambiti d’intervento: 1) Conoscenza e competenza; 2) Collaborazione e coordinamento; 3) Prevenzione di idee e gruppi estremisti; 4) Disimpegno e reintegrazione; 5) Cooperazione internazionale.
Il Piano d’azione si basa sul principio fondamentale secondo cui la collaborazione interdisciplinare istituzionalizzata è l’elemento portante di una prevenzione efficace. Tale collaborazione mette in contatto gli attori rilevanti e agevola un intervento comune. Il Piano d’azione contiene inoltre le seguenti raccomandazioni:

  • a seconda delle dimensioni e della funzione del Cantone, del Comune o della città è opportuno designare servizi specializzati che siano a disposizione delle autorità locali o delle persone e dei familiari interessati per fornire consulenza e per trasmettere conoscenze (misura 10);
  • occorre sensibilizzare gli specialisti che operano in campo educativo, sociale e giovanile nonché la polizia e il personale del settore dell’esecuzione delle pene ai temi della radicalizzazione e dell’estremismo violento e offrire loro formazioni e formazioni continue appropriate. Questi attori devono essere in grado di riconoscere precocemente i segnali e i pericoli di radicalizzazione e di agire in modo adeguato (misura 2). Se necessario, devono potersi rivolgere a un servizio specializzato.

Coinvolgimento della società civile

  • Anche la società civile verrà coinvolta nella prevenzione. I responsabili delle associazioni sportive, culturali e ricreative possono essere sensibilizzati alla tematica dalle rispettive associazioni nazionali o dalle autorità cantonali e comunali attraverso informazioni e formazioni (misura 5).
  • Sono inoltre opportuni l’elaborazione di strumenti didattici, materiale pedagogico e progetti sul tema della radicalizzazione e dell’estremismo violento destinati al settore scolastico ed extrascolastico nonché uno scambio relativo ai progetti e ai materiali già esistenti (misura 9). Gli insegnanti e gli allenatori sportivi, che svolgono un ruolo importante nello sviluppo personale degli individui, non devono essere lasciati soli di fronte a questa sfida e devono potersi rivolgere a specialisti che li sostengano.

Istituzione della gestione della minaccia e reintegrazione

  • Un’altra raccomandazione ha per oggetto l’istituzione di una gestione interistituzionale delle minacce nei Cantoni che coinvolga le varie autorità. Sotto la guida della polizia, tale gestione consentirà di riconoscere precocemente il potenziale di minaccia di singoli individui e gruppi già noti alla polizia. Grazie a strumenti adeguati sarà possibile valutare correttamente il potenziale di minaccia e disinnescarlo adottando apposite misure (misura 14).
  • Per promuovere il disimpegno e la reintegrazione verrà elaborato un catalogo di misure con approccio interdisciplinare. Si raccomanda inoltre la designazione, da parte di ogni Cantone, di un’autorità competente per il trattamento di persone radicalizzate al di fuori dei procedimenti penali e dell’esecuzione delle pene (misure 21 e 22).

Coordinamento nazionale

  • La RSS coordina, in collaborazione con le conferenze e le associazioni coinvolte, il trasferimento di conoscenze e di esperienze. Promuove il contatto tra gli attori di tutti e tre i livelli statali e coordina il monitoraggio annuale dell’attuazione delle misure (misura 16). Il Piano d’azione nazionale verrà attuato e valutato entro cinque anni.

Portare avanti e integrare le iniziative già esistenti

Le misure di prevenzione del Piano d’azione nazionale vanno considerate anche in combinazione con i provvedimenti, i programmi e le iniziative già esistenti per la prevenzione universale, selettiva e indicata nei settori della formazione, delle opere sociali, dell’integrazione, della prevenzione della violenza e della criminalità e della lotta alla discriminazione. Sul piano nazionale e a tutti i livelli statali sono già stati intrapresi molti sforzi di prevenzione, che devono essere portati avanti, diffusi su più vasta scala e completati con le misure del Piano d’azione nazionale. 

(Video: 20min, Nikolai Thelitz)

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 04.12.2017

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Vicepresidente Associazione dei Comuni Svizzeri,
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Segretaria generale Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali,
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