Adottato secondo piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani

Comunicati, fedpol, 13.04.2017

fedpol pubblica in data odierna il secondo piano nazionale d’azione volto a combattere la tratta di esseri umani. Il nuovo piano d’azione stabilisce gli assi strategici per il periodo 2017-2020 proponendo 28 azioni mirate e concrete per contrastare questo spregevole reato. L’obiettivo è di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli specialisti nei confronti del fenomeno, potenziare il perseguimento penale, rafforzare l’individuazione delle vittime e intensificare la cooperazione della Svizzera con l’estero.

Il secondo piano nazionale d’azione elaborato dalle autorità e organizzazioni impegnate nella lotta alla tratta di esseri umani pone l’accento sull’importanza di sensibilizzare e formare agenti di polizia, pubblici ministeri, membri delle ONG e collaboratori dei servizi migratori cantonali. In tale contesto, verranno inoltre elaborate linee direttive tese ad armonizzare le diverse prassi cantonali. Queste misure perseguono il duplice obiettivo di identificare, da un lato, in modo più efficace le vittime e fornire loro maggiore sostegno e di rafforzare, dall’altro, il perseguimento penale dei criminali.

Un ulteriore accento è posto sulle misure di sensibilizzazione dei professionisti, soprattutto di quelli del settore sanitario. Considerata la loro posizione particolare possono infatti contribuire a individuare vittime dello sfruttamento sessuale o lavorativo.

Identificare le vittime della tratta di esseri umani tra i richiedenti l’asilo

Le persone che fuggono dal proprio Paese per lasciarsi la guerra alle spalle si trovano ad affrontare un percorso verso l’Europa pieno d’insidie. Dato il particolare stato di bisogno e di vulnerabilità in cui versano, tali persone spesso sono facili prede e rischiano di diventare vittime della tratta di esseri umani. I passatori sfruttano la loro situazione lungo l’intera rotta migratoria nonché nei dintorni dei centri di registrazione e d’asilo. Per identificare meglio queste vittime tra i richiedenti l’asilo, un gruppo di lavoro ha affrontato la questione nel quadro del primo piano d’azione allestito per il periodo 2012-2014. Tali lavori proseguiranno anche nell’ambito del secondo piano d’azione, con l’obiettivo di ottimizzare le procedure d’identificazione delle vittime della tratta e garantire loro la necessaria assistenza nel quadro della procedura d’asilo. 

Sfruttamento lavorativo

In Svizzera, la tratta di esseri umani è collegata soprattutto al settore della prostituzione, mentre il fenomeno dello sfruttamento lavorativo è meno conosciuto, sebbene esista anche nel nostro Paese. Come illustrato da un recente studio commissionato da fedpol , le caratteristiche di questa forma di sfruttamento spaziano dal non rispetto del salario usuale nel settore, alla confisca dei documenti d’identità, alle minacce profuse nei confronti del lavoratore o della sua famiglia fino al sequestro del lavoratore sul luogo di lavoro. Oltre alla sensibilizzazione dell’economia privata e degli ispettori del lavoro, il nuovo piano nazionale d’azione prevede anche l’elaborazione di una guida pratica per agevolare l’identificazione delle situazioni di tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della forza lavoro. S’intende anche adeguare la Statistica criminale di polizia affinché consenta di distinguere i casi di tratta ai fini dello sfruttamento sessuale dai casi di tratta ai fini dello sfruttamento lavorativo. Infine, nel quadro delle azioni organizzate in occasione della giornata europea contro la tratta di esseri umani, che ricorre il 18 ottobre di ogni anno, l’opinione pubblica sarà sensibilizzata su questa forma particolare di tratta di esseri umani. 

Cooperazione rafforzata in Svizzera e con l’estero

Il perseguimento penale della tratta di esseri umani compete ai Cantoni. fedpol offre loro il proprio sostegno tramite il coordinamento delle indagini, l’elaborazione di una strategia comune e fungendo da anello di congiunzione con numerosi attori svizzeri, tra cui la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), l’Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM), la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), il Corpo delle guardie di confine, le polizie cantonali, le autorità giudiziarie cantonali e le organizzazioni non governative.

fedpol s’impegna anche a livello internazionale. Nella sua funzione di ufficio centrale garantisce lo scambio di corrispondenza in materia di polizia giudiziaria con Interpol e Europol. Inoltre fa parte del gruppo di esperti di Interpol contro la tratta di esseri umani attivo in vari progetti svolti in diverse regioni del mondo che si prefiggono di rafforzare la lotta alle reti criminali nei Paesi d’origine e di transito delle vittime. fedpol partecipa anche ai piani d’azione operativi di Europol e coordina a livello nazionale le giornate di azione congiunta durante le quali numerose forze dell’ordine effettuano interventi contemporaneamente in tutta l’Europa per identificare meglio le potenziali vittime e le reti criminali. Nell’ambito del contributo all’allargamento, fedpol infine coordina i progetti di cooperazione di polizia tra Svizzera e Romania e tra Svizzera e Bulgaria, al fine di rafforzare la collaborazione con questi Paesi e agevolare l’individuazione di casi di tratta di esseri umani e le indagini correlate a tale fenomeno.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.04.2017

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