Valutazione GAFI: occorre rafforzare la cooperazione internazionale

Parole chiave: Riciclaggio di denaro

Informazioni, fedpol, 07.12.2016

Berna. Il 7 dicembre 2016 il Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) ha pubblicato il quarto rapporto di valutazione sulla Svizzera, nel quale evidenzia alcuni punti di forza della Svizzera nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Tuttavia esprime anche alcune critiche sui limiti legali che condizionano la collaborazione a livello internazionale dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Si tratta di un punto importante per fedpol poiché la cooperazione internazionale è uno degli strumenti essenziali nella lotta al terrorismo condotta dalla Svizzera.

Nel complesso, le conclusioni del rapporto di valutazione esprimono un giudizio positivo sulla Svizzera. Il GAFI non ha rilevato lacune importanti e riconosce diversi punti di forza del dispositivo svizzero di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Per quanto concerne fedpol, si evidenziano i punti positivi seguenti:

  • la buona comprensione dei rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo in Svizzera nonché la qualità del primo rapporto di valutazione nazionale dei rischi pubblicato nel giugno 2015;
  • la qualità delle analisi delle informazioni finanziarie da parte di MROS e il loro uso appropriato nelle inchieste penali;
  • l'efficacia del lavoro delle autorità penali, in particolare del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), in materia di perseguimento del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

Il GAFI ha tuttavia formulato anche alcune critiche. Un punto cui fedpol presta particolare attenzione sono i limiti imposti dalle basi giuridiche svizzere che condizionano la cooperazione internazionale di MROS.

MROS, infatti, può dar seguito a una domanda presentata da un omologo estero soltanto se in Svizzera esiste già una comunicazione di sospetto correlata alla domanda estera. Sulle 3621 domande pervenute dall'estero nel 2015, nel 60 per cento dei casi MROS ha dovuto rispondere negativamente a causa dell'assenza di una segnalazione pertinente in Svizzera. In tale contesto la legislazione svizzera delimita le azioni di MROS, in particolare nella lotta al finanziamento del terrorismo, come illustrato nell'esempio seguente.

MROS riceve una domanda da un partner estero concernente due conti bancari in Svizzera. Secondo le informazioni dell'omologo, entrambi i conti svizzeri sarebbero a nome di un'organizzazione senza scopo di lucro, dietro la quale si celerebbe una persona ricercata per terrorismo che figura sulla pertinente lista dell'ONU.

Non avendo tuttavia ricevuto alcuna comunicazione di sospetto da parte di un intermediario finanziario svizzero concernente la suddetta organizzazione, MROS non può chiedere alla banca svizzera interessata informazioni sui due conti in questione.

Non potendo quindi ottenere informazioni utili da dare al suo omologo estero, MROS è tenuto a trasmettergli una risposta negativa.

In questi casi MROS dispone di informazioni importanti in materia di finanziamento del terrorismo senza, tuttavia, poterle utilizzare. Infatti, non può né rivolgersi a una banca svizzera per verificarle né trasmetterle a un'autorità di perseguimento penale quali l'MPC o fedpol, la cui Polizia giudiziaria federale conduce le indagini per conto dell'MPC.

Per la Svizzera combattere il terrorismo costituisce una priorità strategica nell'ambito della lotta alla criminalità. In tale contesto la cooperazione internazionale rappresenta uno strumento imprescindibile anche per quanto concerne la lotta al finanziamento del terrorismo. Occorre quindi valutare accuratamente la critica espressa dal GAFI nel rapporto di valutazione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 07.12.2016

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