La Svizzera distacca un addetto di polizia in Turchia

Parole chiave: Cooperazione | Polizia

Comunicati, fedpol, 28.09.2016

Berna. La Svizzera ha adeguato la propria rete di addetti di polizia, distaccando per la prima volta un addetto di polizia in Turchia. La Turchia rappresenta un partner importante per le autorità di perseguimento penale svizzere, in particolare nell’ambito della lotta al terrorismo. L’invio di un addetto di polizia nel Paese è inteso a integrare gli attuali strumenti in materia di cooperazione internazionale di polizia e a rafforzare in modo mirato la cooperazione operativa con la Turchia.

La Svizzera invia un addetto di polizia in Turchia. Entrerà in servizio il 1° ottobre 2016 è lavorerà presso le rappresentanze svizzere a Istanbul e Ankara.

Il distacco di un addetto di polizia in un determinato Stato è una scelta opportuna e fondamentale se si tratta di un Paese la cui situazione in materia di criminalità comporta ripercussioni significative per la Svizzera e che riveste al contempo un rilevante interesse in termini operativi e di benefici per le autorità di perseguimento penale svizzere, come nel caso della Turchia.

La cooperazione di polizia deve sempre soddisfare i requisiti legali e i principi dello Stato di diritto della Svizzera. All’addetto di polizia spetta dunque esaminare le richieste concrete di cooperazione pervenute dalla Turchia sotto il profilo della loro conformità con lo Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani.

Attenzione rivolta ai viaggiatori con finalità jihadiste

La Turchia è considerata un importante Paese di transito e una base logistica per i viaggiatori con finalità jihadiste provenienti da tutto il mondo, compresa la Svizzera. Gli aspiranti combattenti attraversano infatti la Turchia per raggiungere le zone di conflitto in Siria e in Iraq. In passato le autorità turche hanno fermato diverse persone provenienti dalla Svizzera, sospettate di essersi recate nel Paese per unirsi all’IS. La Turchia rappresenta inoltre una destinazione prediletta dai jihadisti per far rientro in Europa.

Un caso che illustra al meglio quella che sarà l’attività dell’addetto di polizia in Turchia risale al 2015. Un giovane cittadino svizzero originario della Romandia aveva raggiunto la Turchia passando dall’Italia e dalla Grecia. Secondo diverse fonti, il giovane, dopo essersi convertito all’Islam, si era ben presto radicalizzato. fedpol aveva segnalato il caso al Ministero pubblico della Confederazione, il quale a sua volta aveva proceduto all’apertura di un procedimento penale. Le autorità turche erano riuscite a fermare l’uomo in prossimità del confine siriano, prima che potesse raggiungere la zona di conflitto. Dopo quattro mesi di detenzione in Turchia, il giovane si era dimostrato disponibile a rivelare la sua vera identità. Grazie al contributo delle autorità turche e del consolato generale della Svizzera a Istanbul è stato possibile consegnare l’uomo alle autorità svizzere e in seguito riaccompagnarlo in Svizzera, dove è stato sottoposto a carcerazione preventiva.

Cooperazione rafforzata grazie alla presenza in loco dell’addetto di polizia

Simili casi richiedono la partecipazione e il coordinamento da parte di numerosi servizi di polizia e giudiziari, sia in Svizzera sia in Turchia. Con la propria presenza in loco, l’addetto di polizia potrà apportare un contributo prezioso ai fini della ricerca, delle indagini e del rimpatrio in Svizzera. Grazie a una rete di contatti più capillare, sarà in grado, in particolare, di garantire uno scambio di informazioni più rapido ed efficiente.

La Turchia non è solo un luogo di transito per i jihadisti, ma riveste anche un ruolo cruciale sul piano strategico per le reti internazionali di trafficanti di esseri umani. Se attualmente la cooperazione con le autorità turche avviene prevalentemente tramite il canale di Interpol, in futuro essa sarà sostenuta anche dall’intervento mirato dell’addetto di polizia, il quale fornirà un contributo essenziale nel quadro della lotta alla criminalità.

Rete svizzera di addetti di polizia

La Svizzera gestisce una rete di 12 addetti di polizia distaccati in otto diversi Paesi. I singoli addetti dispongono inoltre di un accreditamento speciale anche per i Paesi limitrofi. Ad esempio, l’addetto di polizia che è di stanza in Kosovo è competente anche per l’Albania e la Macedonia; quello dislocato in Thailandia è invece accreditato anche per l’Indonesia, la Cambogia e le Filippine. Ne consegue che i dodici addetti di polizia possono essere impiegati nel quadro della cooperazione operativa di polizia con 21 Paesi.

Tre degli addetti sono distaccati presso Europol. In particolare, uno di essi agisce in veste di Counter Terrorism Liaison Officer all’interno del Centro europeo antiterrorismo. Un ulteriore addetto di polizia opera infine presso Interpol a Lione.

Rete svizzera di addetti di polizia
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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 28.09.2016

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