Rapporto fedpol: un 2015 all’insegna della cooperazione

Comunicati, fedpol, 24.05.2016

Il 2015 è stato un anno segnato dal terrorismo. È quanto emerge anche dal rapporto annuale pubblicato oggi dall’Ufficio federale di polizia (fedpol). Nell’ambito della lotta al terrorismo fedpol ha posto particolare accento sulla cooperazione e il coordinamento su scala nazionale e internazionale, in particolare tramite il lavoro svolto dalla task force TETRA. Nel 2015 un’altra priorità per fedpol è stata la lotta alla cibercriminalità condotta anch’essa a livello internazionale. La cibercriminalità è in piena espansione e assume un carattere sempre più professionale. In testa alla classifica di tutti i reati informatici segnalati a fedpol nel 2015, figurano il phishing e la vendita online di prodotti contraffatti. Anche le comunicazioni pervenute nel 2015 per sospetto riciclaggio di denaro hanno fatto registrare una forte crescita pari al 35 per cento rispetto al 2014.

In un mondo sempre più globalizzato e complesso, per fedpol la lotta al terrorismo non può prescindere da sforzi coordinati a livello nazionale e internazionale. Nel 2015 fedpol ha dunque posto l’accento sulla cooperazione, in particolare in seno alla task force per la lotta al terrorismo TETRA composta da rappresentanti di tutti i servizi federali e cantonali preposti alla sicurezza. L’intenso lavoro svolto nel quadro di TETRA ha dato i suoi frutti: oltre settanta casi sono stati trattati da fedpol e dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), una sessantina dei quali sono oggetto di un’istruzione da parte del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Sotto l’impulso della task force, gli attori preposti alla lotta al terrorismo hanno lavorato continuamente al fine di ampliare il dispositivo di misure adottate per far fronte a tale minaccia.

Le indagini condotte nel quadro della lotta al terrorismo si rivelano complesse. Anche in questo ambito lo scambio internazionale di informazioni assume quindi un’importanza fondamentale. Né è la prova il caso dei cittadini iracheni condannati nel marzo 2016 dal Tribunale penale federale: la costituzione di una squadra investigativa comune con l’FBI (Joint Investigation Team JIT) ha permesso di accelerare le indagini.

Indagini in materia di cibercriminalità

Internet e le reti sociali sono ormai strumenti imprescindibili sia per le attività terroristiche sia per tutte le altre tipologie di reato. Questa realtà costituisce una grande sfida per gli inquirenti che sono chiamati ad analizzare una quantità di dati senza precedenti.

La tendenza a ricorrere alle nuove tecnologie per compiere reati, trova conferma anche nel numero record di oltre 11 000 segnalazioni su presunti reati informatici inviate a fedpol nel 2015. Tale ulteriore aumento è in parte riconducibile al fatto che i cittadini hanno segnalato con maggiore frequenza i loro sospetti. Tuttavia riflette anche il costante sviluppo della criminalità informatica. Infatti, nel 2015 gli specialisti di fedpol hanno constatato una sempre maggiore professionalizzazione della cibercriminalità, con truffe più elaborate e attività criminali ben organizzate. Per fedpol la lotta alla cibercriminalità costituisce una priorità che s’iscrive in un contesto internazionale. Anche il 2015 ha visto dunque la partecipazione di fedpol a numerosi gruppi di lavoro, in particolare in seno a Europol.

Riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo

La criminalità economica è ampiamente diffusa su Internet e nel 2015 anche il numero delle comunicazioni inviate a fedpol per sospetto riciclaggio di denaro è aumentato ulteriormente. Le 2367 comunicazioni pervenute complessivamente hanno fatto registrare una forte crescita pari al 35 per cento rispetto al 2014.

Lo scandalo Petrobras e altri tre casi complessi hanno concorso a tale aumento, in parte dovuto anche agli sforzi di sensibilizzazione profusi presso gli intermediari finanziari. Nel 2015 il reato preliminare del riciclaggio di denaro più segnalato nelle comunicazioni di sospetto è stata la corruzione. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, in cui la truffa era stata il reato preliminare più frequente.

Nell’ambito delle comunicazioni di sospetto, il finanziamento del terrorismo ha rivestito un’importanza piuttosto marginale. Ciononostante, il numero delle comunicazioni per sospetto finanziamento del terrorismo è aumentato da nove nel 2014 a 38 nel 2015. Anche nel quadro della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, la cooperazione internazionale assume un ruolo cruciale e, in tale contesto, l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, in seno a fedpol, collabora intensamente con i servizi omologhi all’estero. Lo dimostrano le circa 600 richieste su oltre 2000 persone fisiche e giuridiche inviate nel 2015 a quasi un centinaio di servizi partner all’estero.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 24.05.2016

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