Studio sulla tratta di esseri umani: una realtà anche nel mondo del lavoro

Comunicati, fedpol, 06.04.2016

Berna. Lo studio esplorativo dell’università di Neuchâtel pubblicato oggi ed elaborato su commissione dell’Ufficio federale di polizia fedpol, ha esaminato il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel contesto della tratta di esseri umani in Svizzera. Pur non potendo quantificare l’entità del problema nel nostro Paese, lo studio conferma l’esistenza del fenomeno, in particolare in determinati settori esposti a rischio. Insieme ai suoi partner, fedpol analizzerà i risultati dello studio e integrerà tale analisi in un prossimo Piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani.

La tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo è un fenomeno meno conosciuto e documentato rispetto alla tratta correlata allo sfruttamento sessuale delle donne. Nel quadro della lotta alla tratta di esseri umani, fedpol ha commissionato al Forum svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione dell’università di Neuchâtel un primo studio esplorativo sul tema. I tre obiettivi dello studio erano di caratterizzare il fenomeno nel contesto svizzero, identificare i settori economici vulnerabili e definire i profili degli autori e delle vittime.

Determinati settori a rischio

La ricerca, basata su tre metodi qualitativi, è stata condotta in parte in tutta la Svizzera e in modo più approfondito nei Cantoni di Berna, Ginevra, Zurigo e Ticino. Pur non potendo quantificare l’entità del problema nel nostro Paese, lo studio conferma l’esistenza dello sfruttamento lavorativo. I settori domestico, alberghiero, della ristorazione, dell’edilizia e dell’agricoltura sembrano essere quelli maggiormente esposti al fenomeno. A ciò vanno inoltre aggiunti i reati commessi dalle vittime sotto costrizione (furti, accattonaggio ecc.). Dallo studio si evince anche che il profilo delle vittime, ovvero il genere e la nazionalità, dipende dal settore economico in cui sono sfruttate: se nel settore domestico si riscontrano perlopiù donne provenienti da Paesi africani e sudamericani, in quello dell’edilizia si rilevano maggiormente uomini originari soprattutto dell’Europa dell’Est e dei Balcani.

Oltre alla carenza di strumenti teorici applicabili per identificare le vittime di sfruttamento, lo studio evidenzia anche le lacune in materia di sensibilizzazione e coordinamento da parte delle organizzazioni competenti.

Risultati confluiranno in un prossimo Piano nazionale d’azione

Per fedpol i risultati dello studio confermano che il fenomeno in questione va considerato seriamente e che occorre sensibilizzare maggiormente i diversi attori coinvolti. fedpol esaminerà attentamente tali risultati insieme ai suoi partner nel quadro dell’elaborazione del nuovo Piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 06.04.2016

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