Ulteriore forte aumento delle segnalazioni relative ai reati contro il patrimonio

Nel 2014 il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI), collocato in seno all’Ufficio federale di polizia (fedpol), ha ricevuto complessivamente 10 214 segnalazioni da parte della popolazione, pari a un aumento di circa l’11 per cento rispetto all’anno precedente. Il 67 per cento delle comunicazioni pervenute ha riguardato reati contro il patrimonio. La tendenza già delineatasi negli anni precedenti si è quindi confermata anche nel 2014.

Nel 2014 la maggior parte delle segnalazioni, ovvero il 67 per cento, ha riguardato i reati contro il patrimonio (6837 segnalazioni). Con 3106 segnalazioni, la sottocategoria della truffa rappresenta il 30,4 per cento di tutte le comunicazioni pervenute.

Aumento delle segnalazioni riguardanti casi di truffa su piattaforme di piccoli annunci e aste online

La tipologia delle truffe segnalate è molto eterogena. Come negli anni precedenti, sono stati segnalati numerosi tentativi di truffa su piattaforme di piccoli annunci e di aste online, ai danni sia degli acquirenti sia dei venditori. Le potenziali vittime vengono attirate da prodotti generalmente molto ambiti, quali smartphone di marca o determinate categorie di automobili, offerti a prezzi particolarmente favorevoli. L’obiettivo dei truffatori è di indurre, grazie a questi prezzi imbattibili, i potenziali acquirenti a pagare un acconto senza in seguito consegnare la merce.

Anche le piccole e medie imprese (PMI) sono sempre più spesso nel mirino dei truffatori. I criminali specializzati in ingegneria sociale si prodigano per carpire informazioni sui metodi di pagamento in uso presso le imprese. In un primo momento i truffatori si informano sugli impiegati responsabili dei contatti con banche o fiduciarie. Tramite tecniche di phishing s’impossessano in seguito dei dati di accesso alla posta elettronica riuscendo così a ottenere preziose informazioni sulle modalità di pagamento in vigore e sui pagamenti previsti. Successivamente, i criminali si servono delle informazioni raccolte per reindirizzare o autorizzare trasferimenti di denaro inviando alle banche o alle fiduciarie delle imprese dei falsi ordini di pagamento per posta elettronica. Nei casi segnalati, il denaro sottratto in tal modo spazia da alcune centinaia a decine di migliaia di franchi. Si stima che in Svizzera il totale dei danni finanziari causati da tali truffe ammonti già a diversi milioni di franchi.

Ulteriore calo delle segnalazioni concernenti i reati contro l’integrità sessuale

Nel 2014 il numero delle segnalazioni concernenti i reati contro l’integrità sessuale è nuovamente diminuito in modo considerevole (758 segnalazioni) facendo registrare un calo di quasi il 58,8 per cento rispetto all’anno precedente. Lo SCOCI ritiene che tale flessione sia dovuta alla sua maggiore efficacia nella stesura dell’elenco dei siti da bloccare nonché all’ottima collaborazione con i fornitori di servizi Internet e con Interpol. Il calo delle segnalazioni potrebbe ricollegarsi anche alla tendenza già constatata sin dal 2012 di scambiare contenuti pornografici vietati sul darknet oppure utilizzando le reti peer-to-peer private.

La flessione del numero di segnalazioni inviate allo SCOCI concernenti i reati contro l’integrità sessuale non deve essere in alcun caso interpretata come un calo del materiale fotografico e video proibito disponibile su Internet. Il recente sequestro in Canada di 1,2 petabyte (1,2 milioni di gigabyte) di materiale visivo pedopornografico, mostra chiaramente che la quantità di materiale vietato scambiato tra utenti e disponibile online (sebbene non su siti accessibili pubblicamente) continua ad aumentare. In futuro quindi le autorità di perseguimento penale non dovranno affrontare soltanto sfide di ordine tecnico e logistico, bensì anche di natura coordinativa. Occorrerà infatti analizzare e valutare tempestivamente ingenti quantità di dati e inviarle ai Paesi interessati affinché gli accertamenti da effettuare presso i provider coinvolti possano svolgersi entro i termini legali di conservazione.

Lotta attiva contro la pedocriminalità

Oltre a occuparsi della ricezione e del trattamento delle comunicazioni inviate dalla popolazione, lo SCOCI effettua anche ricerche in rete in assenza di sospetti. Le ricerche attive svolte nel 2014 hanno permesso di trasmettere alle autorità competenti un totale di 396 denunce. Per la prima volta la maggior parte delle denunce non è scaturita dal monitoraggio delle reti peer-to-peer (86 su 396), bensì dalle indagini sotto copertura condotte nelle reti di condivisione di dati private (307 su 396).

Sulla base dell’ordinanza del Cantone di Svitto sulla polizia, nel 2014 in 27 casi i collaboratori dello SCOCI hanno condotto indagini preliminari sotto copertura nei confronti di pedocriminali su siti Internet, nelle chat o reti private di condivisione di dati peer-to-peer. In due casi è stato possibile arrestare i pedocriminali allorquando si sono presentati ai presunti incontri con minorenni. In un caso è stata sporta denuncia dopo che il pedocriminale, durante una videochat, aveva spontaneamente attivato la webcam coinvolgendo nei suoi atti sessuali la sedicente minorenne con cui chattava che in realtà era un agente sotto copertura dello SCOCI. La maggior parte dei Cantoni dispone delle basi giuridiche necessarie per effettuare indagini nelle chat per minori. In tale ambito lo SCOCI concentra pertanto le proprie risorse nel monitoraggio e nelle indagini sotto copertura nelle reti di condivisione di dati private e negli interventi nel darknet.

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Ultima modifica 26.03.2015

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