Aumento significativo delle segnalazioni riguardanti casi di truffa e di phishing

Berna. Nel suo decimo anno di attività, il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell’Ufficio federale di polizia (fedpol) ha ricevuto complessivamente 9208 segnalazioni da parte della popolazione, pari a un aumento di oltre l’11 per cento rispetto all’anno precedente. Il 61 per cento delle comunicazioni pervenute ha riguardato reati contro il patrimonio, confermando quindi la tendenza registrata negli anni precedenti.

Nell’anno in rassegna la maggior parte delle segnalazioni, ovvero il 60,7 per cento, ha riguardato i reati contro il patrimonio (5589 segnalazioni). Con 2257 segnalazioni, la sottocategoria "truffa” rappresenta invece il 25 per cento di tutte le comunicazioni pervenute.

Aumento delle segnalazioni riguardanti casi di truffa su piattaforme di aste online e piccoli annunci

La tipologia delle truffe segnalate è alquanto varia. Sono aumentate in particolare le segnalazioni concernenti tentativi di truffa sulle piattaforme di aste online e piccoli annunci ai danni sia dei potenziali interessati (acquirenti) sia degli inserzionisti (venditori). Lo SCOCI ha inoltre constatato che i truffatori moltiplicano gli sforzi per conferire ai loro tentativi di frode una maggiore verosimiglianza. Essi creano ad esempio interi siti Internet di aziende di spedizione fittizie, corredati di sistemi di localizzazione delle spedizioni inducendo così le vittime a credere il più a lungo possibile che la merce ordinata sia stata effettivamente spedita o si trovi ancora in fase di trasporto.

I truffatori sono inoltre anche perfettamente informati sulla situazione corrente in Svizzera e sfruttano queste conoscenze. Approfittano ad esempio dell’attuale penuria di alloggi negli agglomerati per indurre le persone in cerca di casa, tramite false inserzioni che propongono abitazioni a prezzi moderati a Zurigo o Basilea, a versare depositi per l’affitto di immobili inesistenti.

Aumento delle segnalazioni riguardanti casi di phishing

Le segnalazioni per tentativi di phishing hanno fatto registrato un aumento importante. Nel 2013 tali segnalazioni hanno raggiunto quota 2208, aumentando più del triplo rispetto all’anno precedente (662 segnalazioni). La variante più frequente tra i casi segnalati consisteva nel tentativo, mediante l’invio di massa e indistinto di e-mail, di indurre le potenziali vittime a indicare i propri dati di utente (nome utente, password) su siti Internet fittizi che imitano la grafica di noti servizi Internet. All’incirca un quinto dei casi di phishing segnalati riguardava tentativi di impadronirsi dei dati di accesso a servizi di istituti bancari svizzeri.

Le segnalazioni concernenti i reati contro l’integrità sessuale hanno subito un calo vistoso. Il numero di segnalazioni relative a siti contenenti materiale pedopornografico ha registrato, ad esempio, una netta flessione rispetto all’anno precedente, passando da 2684 a 1414 segnalazioni (- 47 per cento). Per la prima volta la categoria "pedopornografia" è stata superata quindi dalle categorie "truff" e "phishing".

Lotta attiva contro la pedocrimininalità

Oltre a occuparsi della ricezione e del trattamento delle comunicazioni provenienti dalla popolazione, lo SCOCI effettua anche ricerche in rete in assenza di sospetti. Le ricerche attive svolte nel 2013 hanno generato complessivamente 423 denunce. La maggior parte delle denunce è scaturita dal monitoraggio di reti peer to peer che ha permesso di identificare 238 persone coinvolte nello scambio attivo di materiale pedopornografico.

Per quanto concerne le indagini preliminari sotto copertura svolte in assenza di sospetti sulla base dell’ordinanza del Cantone di Svitto sulla polizia, nel 2013 i collaboratori dello SCOCI hanno condotto in 17 casi indagini preliminari sotto copertura nei confronti di pedocriminali in chat room, siti Internet o reti private di condivisione di dati peer to peer. In tre casi è stato possibile arrestare i pedocriminali nel momento in cui si sono presentati a presunti incontri con minorenni. Nei restanti quattordici casi, le indagini preliminari sotto copertura, oltre a portare alla denuncia degli autori del reato, hanno permesso anche di individuare elementi a carico di terze persone determinando l’apertura di ulteriori procedimenti in virtù del Codice di procedura penale (CPP).

Ne consegue che per la prima volta dalla sua istituzione dieci anni fa, lo SCOCI è stato incaricato da alcuni pubblici ministeri cantonali di condurre inchieste mascherate ai sensi del CPP in veste di autorità direttamente subordinata nell’ambito di un procedimento cantonale. Le inchieste in questione si sono limitate esclusivamente a reti private peer to peer. In seguito alle inchieste condotte lo SCOCI ha allestito complessivamente 168 denunce, che sono state trasmesse alle autorità di polizia competenti in Svizzera e all’estero. Alcune di queste inchieste risultano ancora in corso.

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Ultima modifica 27.03.2014

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