Chiaro sostegno al divieto delle società mercenarie

Comunicati, Il Consiglio federale, 29.08.2012

Berna. In sede di consultazione ha raccolto chiari consensi la proposta di vietare nella legge le società mercenarie. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione, incaricando il DFGP di redigere un messaggio entro la fine del 2012. La nuova legge federale disciplinerà le prestazioni di sicurezza private fornite all’estero, introducendo un obbligo di dichiarazione per le società in questione.

L’avamprogetto di legge posto in consultazione l’anno scorso prevede in particolare il divieto di partecipare direttamente a ostilità in caso di conflitti armati (divieto di mercenarismo). Intende inoltre vietare le attività di società private di sicurezza all’estero contrarie agli interessi svizzeri. Un obbligo esaustivo di dichiarazione garantisce il controllo statale di queste società, che devono sottoporre all’esame preliminare dell’autorità federale competente le loro attività previste all’estero.

In sede di consultazione è stata chiaramente riconosciuta la necessità di un disciplinamento e una grande maggioranza ha sostenuto l’avamprogetto presentato. In linea di massima soltanto pochi partecipanti si sono detti contrari: i Verdi e due organizzazioni non governative ritengono l’avamprogetto inefficace, mentre per l’Associazione imprese svizzere servizi di sicurezza le disposizioni proposte sono eccessive. Nello specifico hanno suscitato reazioni divergenti soprattutto il sistema normativo e il campo di applicazione della nuova legge.

Regime di divieto con obbligo di dichiarazione: semplice ed efficace

Cinque Cantoni, un partito (PPD), due associazioni economiche e un’organizzazione non governativa sostengono il regime di divieto corredato di obbligo di dichiarazione previsto nell’avamprogetto. Cinque Cantoni, un partito (PS) e quattro organizzazioni non governative dubitano invece che in tal modo sia possibile impedire tutti i casi problematici. Auspicano pertanto un sistema di autorizzazione in cui le società di sicurezza sarebbero obbligate a ottenere un’autorizzazione prima di fornire una prestazione prevista dalla legge.

Mercoledì il Consiglio federale ha pertanto preso le decisioni preliminari necessarie per la redazione del messaggio. Il Consiglio federale continua a preferire il regime semplice ed efficace del divieto con obbligo di dichiarazione rispetto al dispendioso e burocratico sistema di autorizzazione, che potrebbe peraltro conferire alle società di sicurezza un «marchio statale di qualità».

Limitazione alle prestazioni all’estero

Un altro importante punto molto controverso è quello del campo di applicazione della nuova legge. Il PS e il Schweizerische Friedensrat hanno chiesto di includere nella legge anche le prestazioni di sicurezza fornite in Svizzera. Dall’altro lato, sette Cantoni, il PLR e due associazioni economiche si sono detti esplicitamente contrari a un’estensione del campo di applicazione. Il Consiglio federale ritiene che il campo di applicazione della nuova legge debba limitarsi alle prestazioni fornite all’estero. A suo avviso, tale soluzione è opportuna alla luce della sovranità cantonale in materia di polizia e dell’armonizzazione delle normative cantonali in due concordati.

Contatto / informazioni
Luzius Mader, Ufficio federale di giustizia, T +41 31 322 41 02, Contatto
Dipartimento responsabile
Dipartimento federale di giustizia e polizia, T +41 58 462 21 11, Contatto