Lotta alla criminalità incentrata su criminalità organizzata e corruzione internazionale

Comunicati, Il Consiglio federale, 28.03.2012

Berna. Mercoledì il Consiglio federale ha approvato le priorità della strategia della Confederazione per combattere la criminalità nel periodo 2012-2015, decidendo di porre l’accento sulla lotta contro le organizzazioni criminali dell’Europa meridionale e sud-orientale e contro la criminalità economica connessa alla corruzione internazionale.

La scelta delle priorità si basa sulla valutazione delle attuali minacce. Serve alla Polizia giudiziaria federale dell’Ufficio federale di polizia (fedpol) per la pianificazione interna e per stabilire, nel rispetto delle competenze sancite dalla legge, gli obiettivi della lotta alla criminalità.
Da quando nel 2007 sono state decise per la prima volta le priorità strategiche per combattere la criminalità, la situazione non ha subito cambiamenti sostanziali tali da rendere necessaria una modifica dei principi e dei reati prioritari approvati dal Consiglio federale. Il terrorismo che opera su scala internazionale costituisce tuttora la minaccia principale nel settore della criminalità di matrice ideologica. Rimane sostanzialmente immutata anche l’importanza fondamentale attribuita alla criminalità organizzata e a quella economica nel settore delle forme gravi di criminalità a scopo di lucro.

Nuove priorità: criminalità organizzata e corruzione internazionale

Il Consiglio federale ha invece scelto come nuove priorità la lotta alla criminalità organizzata proveniente dall’Italia e dall’Europa sud-orientale, alla criminalità economica correlata alla corruzione internazionale e alle attività di riciclaggio di denaro che ne scaturiscono.

Le priorità permettono alle autorità di perseguimento penale della Confederazione di attribuire più facilmente le risorse della polizia ai procedimenti penali della Confederazione in corso. Nel contempo lasciano loro un margine di manovra sufficiente per riorientare in modo flessibile il perseguimento penale in caso di modifica delle minacce. La decisione di avviare, di abbandonare o di delegare un procedimento ai Cantoni spetta tuttavia esclusivamente al Ministero pubblico della Confederazione. La scelta delle priorità non intacca questo principio e nemmeno tutti gli altri obblighi e diritti dei procuratori che dirigono i procedimenti penali.

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