Ufficio federale di polizia

Rapporto annuale di fedpol sul 2010: i pericoli maggiori provengono tuttora dalle forme gravi della criminalità internazionale

Comunicati, fedpol, 23.06.2011

Berna. Dal rapporto annuale dell’Ufficio federale di polizia (fedpol) sul 2010 si evince che le tendenze registrate negli scorsi anni si sono confermate. Le forme gravi della criminalità internazionale sono ormai diventate una minaccia a livello globale. La lotta contro la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani, il traffico di migranti e, soprattutto, contro la cibercriminalità, costituiscono tuttora le sfide di maggiore importanza per le autorità svizzere di polizia. Internet e lo sviluppo tecnologico influenzano in modo crescente la situazione in materia di criminalità.

I criminali utilizzano sempre più spesso Internet per pianificare i reati su scala internazionale, dimostrano inoltre una maggiore rapidità e sono sempre più difficili da identificare. Sovente dietro le attività illegali si celano reti e organizzazioni criminali che collaborano a livello internazionale con hacker e autori di virus informatici, mettendo a disposizione malware e l’infrastruttura necessaria per compiere i reati su Internet. Gli autori dei reati dimostrano di possedere una spiccata capacità di adattamento alle nuove tecnologie.

La maggior parte delle informazioni diffuse via Internet sono codificate e per la polizia è quindi difficile identificare i responsabili e combattere le organizzazioni criminali. Inoltre Internet viene utilizzato sempre più frequentemente per fare propaganda e incitare alla violenza. Il rischio e i danni potenziali legati alla criminalità su Internet continuano pertanto a rimanere elevati. Per tutelarsi adeguatamente dai rischi di Internet e contrastare efficacemente la criminalità informatica sono tuttora necessarie azioni comuni concertate su scala nazionale e internazionale.

È possibile combattere intensamente queste forme di criminalità soltanto accrescendo l’organico degli specialisti in materia. Occorrono soprattutto analisti, esperti delle tecnologie dell’informazione. Anche il Parlamento ha preso atto di tale necessità autorizzando la creazione di dodici nuovi posti all’interno di fedpol.

La Svizzera funge da crocevia e da Paese di transito

Le informazioni raccolte da fedpol confermano che le organizzazioni mafiose sono sempre attive sia in Svizzera sia nelle regioni di confine dei Paesi limitrofi. Esse si servono della Svizzera soprattutto come crocevia e luogo di transito per attività di supporto. In particolare la ‘Ndrangheta calabrese sta acquistando un’importanza crescente in Svizzera. Uno scenario simile a quello constatato in Svizzera si riscontra anche nelle regioni limitrofe del Piemonte, della Lombardia e del Baden-Württemberg. La pressione crescente esercitata dalle autorità italiane sulla ‘Ndrangheta e le altre organizzazioni di stampo mafioso, inducono quest’ultime a svolgere sempre più attività criminali in Svizzera, come ad esempio il riciclaggio di denaro. Le attività dei clan che operano in Svizzera sono tuttavia prevalentemente di carattere transfrontaliero.

Attività improntate alla discrezione

Per rafforzare la loro presenza nel nostro Paese, le organizzazioni mafiose italiane cercano per le loro attività nell’ambito della criminalità economica di collaborare specificatamente con esperti del mondo finanziario e bancario. I relativi reati vengono commessi con la massima discrezione. Sono quindi meno visibili agli occhi dei cittadini rispetto ad altre forme della criminalità organizzata come il traffico di stupefacenti su strada o le effrazioni commesse in serie.

Nel quadro di inchieste nazionali o su rogatoria di partner stranieri, nel 2010 in Svizzera sono state arrestate diverse persone. Alcune di esse, appartenenti a organizzazioni mafiose, sono state estradate in Italia e condannate a lunghe pene detentive. Altre avevano compiuto reati anche in Svizzera.

fedpol collabora da due anni con diversi Cantoni e con il Corpo delle guardie di confine per combattere il traffico di cocaina gestito da organizzazioni criminali africane. Lo scopo di tale collaborazione è dissuadere i trafficanti dal venire in Svizzera. Nel quadro della cooperazione, fedpol ha fornito assistenza sotto il profilo analitico, tecnico e operativo in 70 procedure nel corso delle quali sono state sequestrate alcune centinaia di chilogrammi di cocaina e svariate centinaia di migliaia di franchi presumibilmente ricavati dal traffico di droga.

fedpol contrasta attivamente ogni forma di criminalità organizzata. Nell’anno in esame ha condotto, ad esempio, decine di indagini insieme al Ministero pubblico della Confederazione e ha intrapreso, in stretta collaborazione con i partner internazionali, tutti gli sforzi necessari per perseguire le diverse forme di criminalità.

Creazione di un servizio centrale per la protezione dei testimoni

Oltre a occuparsi di indagini di competenza della Confederazione, fedpol coordina insieme ai partner svizzeri ed esteri il perseguimento delle forme gravi di criminalità internazionale, ad esempio nei settori della tratta di esseri umani e del traffico di sostanze stupefacenti. Nel 2010 si è ulteriormente accentuato in Svizzera il fenomeno della tratta di esseri umani in provenienza dall’Europa orientale. Si tratta di un ambito in cui è fondamentale proteggere le vittime e i testimoni. Le misure di protezione extraprocedurale dei testimoni mirano a proteggere i testimoni esposti a pericoli al di fuori del procedimento penale vero e proprio, ovvero prima, durante e dopo il suo svolgimento.

Alla fine del 2010 il Consiglio federale ha pertanto licenziato il messaggio concernente l’approvazione e la trasposizione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani e la legge federale sulla protezione extraprocedurale dei testimoni. Il disegno di legge prevede la gestione da parte di fedpol di un servizio centrale di protezione dei testimoni incaricato di svolgere programmi uniformi di protezione dei testimoni nonché di fornire consulenza ai Cantoni.

Il servizio di protezione dei testimoni potrà iniziare la sua attività quando sarà entrata in vigore la legge pertinente che attualmente viene discussa in Parlamento. Il Consiglio degli Stati, ossia la Camera che se ne è occupata per prima, l’ha accolta all’unanimità.

Cooperazione internazionale per combattere una criminalità sempre più globalizzata

Durante i dieci anni trascorsi dalla creazione di fedpol nel 2000, si è potuto constatare che le forme gravi di criminalità internazionale si possono contrastare efficacemente soltanto mediante un’intensa cooperazione a livello nazionale e internazionale. A più riprese è stata confermata l’importanza strategica degli accordi bilaterali e multilaterali nonché il loro ruolo determinante per un perseguimento efficace della criminalità transfrontaliera.

I lavori avviati recentemente per modificare l’accordo di polizia del 2002 tra l’Austria, il Liechtenstein e la Svizzera, come pure la conclusione dell’accordo di polizia con la Serbia che è entrato in vigore nel 2011, dimostrano che fedpol e i suoi partner dei Paesi limitrofi seguono con attenzione gli sviluppi della criminalità.

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