Il Capo del DFGP a Bruxelles

Comunicati, DFGP, 02.12.2010

Berna. La consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ha partecipato oggi al comitato misto Schengen del Consiglio Giustizia e Affari Interni. Il comitato, nel cui ambito s’incontrano regolarmente i ministri di giustizia e dell’interno degli Stati dell’UE e degli Stati associati a Schengen, si è occupato, a margine, anche dell’attuazione dell’iniziativa espulsione.

I ministri sono stati informati dalla Commissione sullo stato dell’introduzione del Sistema d’informazione di Schengen SIS II che andrà a sostituire l’attuale Sistema SIS e amplierà l’insieme dei dati segnaletici grazie alle impronte digitali e alle foto delle persone ricercate. I lavori sono a buon punto, l’introduzione è prevista per la metà del 2013. Per pianificare con sicurezza l’introduzione di SIS II, un piano finanziario e uno scadenzario affidabili rivestono tuttora un’importanza capitale.

La Commissione ha inoltre presentato un rapporto sull’attuazione delle conclusioni del Consiglio sulle svariate misure per rafforzare la protezione delle frontiere esterne e lottare contro l’immigrazione illegale. Queste conclusioni sono state approvate dal Consiglio nel mese di febbraio. Si tratta ad esempio delle attività dell’agenzia di frontiera FRONTEX, dello sviluppo di un sistema di controllo delle frontiere, della lotta alla migrazione illegale e alla tratta di esseri umani nonché della cooperazione con Stati terzi. La Svizzera accoglie favorevolmente queste misure: è nel suo interesse che lo spazio Schengen disponga di controlli efficaci alle frontiere esterne e di mezzi per contrastare l’immigrazione illegale.

Attuazione dell’iniziativa espulsione

La consigliera federale Sommaruga ha informato i suoi omologhi e i rappresentanti della Commissione del risultato della votazione sull’iniziativa espulsione e dell’ulteriore modo di procedere. Il Capo del DFGP ha spiegato che il Consiglio federale presenterà al Parlamento soltanto una proposta di legge per l’attuazione dell’iniziativa. Si tratta di trovare soluzioni che permettano per quanto possibile il conflitto tra la nuova disposizione costituzionale e gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera, tra cui anche l’accordo con l’UE sulla libera circolazione delle persone. La Consigliera federale ha sottolineato che la Svizzera è una parte contraente affidabile e che il Consiglio federale si adopererà a che l’attuazione avvenga nel rispetto della Costituzione e del diritto internazionale.
 

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Daniel Klingele, Missione svizzera presso l'UE, tel. +32 473 98 34 20