Maggiore protezione dalla disdetta abusiva

Il Consiglio federale pone in consultazione una revisione parziale del Codice delle obbligazioni

Comunicati, DFGP, 01.10.2010

Berna. Per migliorare la protezione dei lavoratori, il Consiglio federale propone di aumentare da sei a dodici mesi l’indennità massima prevista per la disdetta abusiva o ingiustificata del rapporto di lavoro. Venerdì ha posto in consultazione una pertinente revisione parziale del Codice delle obbligazioni.

L’anno scorso, nell’ambito della revisione parziale del Codice delle obbligazioni, volta a migliorare la protezione delle persone che denunciano irregolarità nell’azienda in cui lavorano (whistleblower), il Consiglio federale è giunto alla conclusione che occorreva riesaminare le sanzioni previste dal diritto vigente per tutti i casi di disdetta abusiva o ingiustificata del rapporto di lavoro. Da tale riesame è emerso che la protezione della disdetta in vigore dal 1989 ha in generale dato buoni risultati. Tuttavia, al giorno d’oggi, l’indennità massima pari a sei mesi di salario attualmente prevista per i casi gravi di disdetta abusiva si rivela una sanzione troppo mite. Per permettere al giudice di valutare tutte le circostanze e concedergli il necessario margine d’apprezzamento, il Consiglio federale propone pertanto di aumentare l’indennità massima a dodici mesi di salario.

L’avamprogetto non prevede sanzioni più severe in caso di disdetta abusiva di persone facenti parte di un’associazione di lavoratori o che svolgono attività sindacali. Tuttavia precisa la protezione dalla disdetta dei rappresentanti dei lavoratori: una disdetta nei loro confronti è abusiva se è pronunciata per motivi economici e non è dovuta a motivi inerenti alla persona stessa. In tal modo s’intende evitare che il rapporto di lavoro venga disdetto mentre il rappresentante dei lavoratori interessato è ad esempio coinvolto in trattative per un piano sociale.

La procedura di consultazione si concluderà il 14 gennaio 2011.


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