Ufficio federale della migrazione

Rapporto finale sul controlling dell’integrazione per rifugiati con permesso

Comunicati, UFM, 21.04.2008

Berna. Il rapporto finale sul controlling dell’integrazione per rifugiati con permesso è il risultato di una collaborazione fra Confederazione e Cantoni che ha avuto inizio già nel 2002. Il rapporto riunisce rilevamenti fatti fra il 2005 e il 2006 in 21 Cantoni sull’integrazione professionale e sociale, sullo stato di salute e sull’apprendimento delle lingue. Esso si focalizza sulla popolazione dei rifugiati con permesso B di cui è responsabile la Confederazione e apre nuove prospettive per la comprensione e il miglioramento delle diverse situazioni rilevate, in particolare formulando raccomandazioni.

I Cantoni che collaborano allo studio hanno raccolto, sull’arco di oltre un anno, 2200 risposte di rifugiati (ma anche di assistenti sociali che si occupano dei rifugiati) a un questionario dettagliato sulla loro situazione personale. Oltre una trentina di grafici elaborati in base ai dati raccolti forniscono statistiche interessanti e talvolta curiose sui quattro temi principali esaminati, ossia l’integrazione professionale e la formazione, l’integrazione sociale, lo stato di salute e l’apprendimento delle lingue. Gli elementi raccolti corrispondono in gran parte al proprio punto di vista delle persone consultate in merito alla loro personale situazione, essi apportano nuova luce a proposito dell’integrazione delle persone rifugiati in svizzera.

Questo studio prende in esame la popolazione dei rifugiati in tre momenti diversi della loro presenza in Svizzera: in occasione della decisione positiva, un anno più tardi e cinque anni dopo la loro entrata nel territorio svizzero. Questa distinzione consente di ottenere risultati che tengono conto di come influisca sulla popolazione dei rifugiati la durata della loro presenza in Svizzera.

Per quanto riguarda l’integrazione professionale e la formazione, in media i risultati dimostrano soprattutto che:

  • al momento della decisione positiva, oltre il 20 per cento dei rifugiati esercita un’attività lavorativa. Questa percentuale diminuisce con il passare del tempo ma poi si attesta a oltre il 30 per cento cinque anni dopo l’entrata in Svizzera;
  • la dipendenza finanziaria (totale o parziale) di taluni rifugiati dall’assistenza sociale cresce sensibilmente con il passare del tempo;
  • i corsi di lingue e le diverse formazioni disponibili sono assiduamente frequentati dai rifugiati, in particolare dopo l’ottenimento dello statuto di rifugiati con permesso B.

Sul tema dell’integrazione sociale i risultati indicano mediamente che:

  • un po’ meno di due terzi dei rifugiati intrattengono regolarmente contatti con la popolazione residente in Svizzera;
  • un terzo dei rifugiati partecipa attivamente a un’associazione o a un’organizzazione composta da persone che vivono in Svizzera da almeno cinque anni;
  • oltre due terzi dei rifugiati si dicono soddisfatti dei loro contatti con la popolazione residente in Svizzera.

Sulla questione dello stato di salute, le osservazioni effettuate dimostrano in media che:

  • quasi il 30 per cento dei rifugiati afferma di essere colpito da una malattia più o meno grave;
  • lo stato di salute dei rifugiati tende a peggiorare con l’aumento degli anni di presenza in Svizzera;
  • la valutazione degli assistenti sociali e quella personale dei rifugiati sul proprio stato di salute divergono notevolmente.

Sul tema dell’apprendimento delle lingue, i risultati dimostrano mediamente che:

  • al momento della decisione positiva il 75 per cento dei rifugiati possiede conoscenze linguistiche sufficienti per condurre una conversazione semplice e che di questi il 38 per cento ha già conoscenze approfondite;
  • il 51 per cento dei rifugiati padroneggia le lingue in modo sufficiente per integrarsi professionalmente;
  • le conoscenze linguistiche delle donne sono generalmente inferiori a quelle degli uomini.

Queste sono soltanto alcune delle osservazioni contenute nel rapporto finale, corredate da raccomandazioni elaborate dal gruppo di lavoro comune fra l’UFM e i rappresentanti dei Cantoni (designati dalla CDOS).

Il contenuto del rapporto e le raccomandazioni sono stati sottoposti in precedenza ai Cantoni interessati per informazione e approvazione.

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