Bilancio completo della tratta di esseri umani: la Svizzera sempre più preparata

Comunicati, DFGP, 18.12.2007

Berna. A un anno dall’entrata in vigore dell’ampliamento della fattispecie di reato della tratta di esseri umani, il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT) tira un bilancio positivo. La Svizzera infatti, in base al primo rapporto completo di SCOTT, rispetto all’inizio del decennio è meglio guarnita contro la tratta di esseri umani e si sono ottenuti progressi concreti. Altri miglioramenti saranno presto attuati. SCOTT vede la necessità di agire nei meccanismi di cooperazione tra perseguimento penale e protezione delle vittime, che si dovrebbero approfondire e ampliare.

Un anno fa, nel dicembre del 2006, è entrato in vigore il nuovo articolo 182 del Codice penale. In esso oltre alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale viene punita anche quella finalizzata allo sfruttamento del lavoro e al prelievo di organi. La tratta di minori e la tratta di esseri umani esercitata per mestiere sono ora considerate circostanze aggravanti delle fattispecie penali. SCOTT, creato nel gennaio 2003 per collegare tra di loro tutte le autorità e le organizzazioni interessate della Confederazione e dei Cantoni e per sviluppare le misure nell’ambito del perseguimento penale, della protezione delle vittime e della prevenzione, ha preso l’occasione del suo quinto anniversario per redigere un primo rapporto completo sulla situazione della lotta contro la tratta di esseri umani. Il rapporto è stato approvato dall’organo direttivo di SCOTT, che si compone dei rappresentanti dell’Amministrazione federale e dei Cantoni.

Miglioramenti nell’esecuzione
Il rapporto stabilisce il netto miglioramento della cooperazione tra il perseguimento penale e la protezione delle vittime in atto negli ultimi anni. In media nel 2005 e nel 2006 sono stati condannati per tratta di esseri umani, circa un triplo di criminali in più rispetto all’inizio del decennio. Circa 100 vittime hanno ricevuto a tempo limitato protezione in base alla legislazione sugli stranieri. Sempre più vittime hanno ottenuto accesso alla consulenza operata dall’organizzazione specializzata per le vittime della tratta di donne FIZ Makasi a Zurigo. Nel 2006 il FIZ ha assistito 133 vittime, circa il quintuplo del 2002. Sono i risultati del miglioramento della cooperazione tra polizia, ministeri pubblici, autorità competenti in materia di stranieri nonché servizi privati e pubblici di consulenza alle vittime. La cooperazione oggi è istituzionalizzata in nove Cantoni sotto forma di cosiddette «tavole rotonde» o di analoghi comitati.

I successi si concentrano in quei Cantoni dove ci sono simili meccanismi di cooperazione. In questo settore SCOTT vede maggiore necessità d’agire in particolare per approfondire e ampliare questi meccanismi istituzionalizzati di cooperazione e per istruire le autorità coinvolte. Di maggiore attenzione in futuro sarà circondata la tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento del lavoro. Inoltre in tutte le misure si dovrà particolarmente badare agli specifici bisogni delle vittime minorenni.

Miglioramenti per vittime e testimoni
Presto, il 1° gennaio 2008 entreranno in vigore la legge sugli stranieri (LStr) e l’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA). Questi atti normativi migliorano la posizione delle vittime e dei testimoni della tratta di esseri umani, che soggiornano illegalmente in Svizzera. In futuro verranno loro concessi un periodo si riflessione di almeno 30 giorni e un breve permesso di soggiorno durante le indagini di polizia e la procedura penale. Questi mezzi permettono di avviare un sostegno sociale e giuridico oppure il rientro in patria assistito. Nei casi personali particolarmente gravi è possibile un permesso di dimora durevole in Svizzera.

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