Chiarimento degli aspetti giuridici dello "sportello per infanti"

La perizia accusa i responsabili di "pubblicità ingannevole"

Comunicati, DFGP, 30.08.2001

I responsabili dello "sportello per infanti" di Einsideln hanno fornito una presentazione discutibile per non dire fuorviante degli aspetti giuridici del loro progetto. Tuttavia, non vi è praticamente alcuna possibilità di perseguirli né civilmente né penalmente. Per contro, occorre verificare se, sulla base del diritto cantonale, le autorità possono perlomeno vietare tale pubblicità ingannevole. Queste sono le conclusioni contenute nella perizia stilata su mandato dell'Ufficio federale di giustizia (UFG). Inoltre essa verte anche sui problemi legati al parto nell'anonimato.

Sinora non è ancora stato depositato nessun bambino nello "sportello per infanti" aperto presso l'ospedale regionale di Einsiedeln il 9 maggio 2001. Tuttavia, secondo il parere del professore Heinz Hausheer, autore della perizia e professore ordinario di diritto civile all'Università di Berna, l'istituzione di questo sportello potrebbe lanciare un segnale pericoloso: la possibilità di depositare anonimamente il bambino non rappresenta soltanto un'alternativa all'abbandono puro e semplice, bensì anche un'alternativa all'abbandono in vista dell'adozione. Le prime esperienze avute in Germania dimostrano che, nonostante la presenza di "sportelli per infanti", i bambini continuano ad essere abbandonati in modo tradizionale, ma che contemporaneamente si è registrato un aumento del numero totale di trovatelli. Anche in Svizzera lo "sportello per infanti" potrebbe contribuire a limitare il diritto dei bambini alla conoscenza del loro rapporto di filiazione naturale e a privarli della protezione giuridica prevista dal diritto privato.

Lo"sportello per infanti": un'istituzione gravida di problematiche

L'autore della perizia ha esaminato l'istituzione dello sportello essenzialmente dal punto di vista del diritto civile, traendone le seguenti conclusioni:

  • quando una madre abbandona suo figlio di nascosto, segnatamente depositandolo nello "sportello per infanti", agisce in maniera illegale. Essa non viola soltanto l'obbligo di dichiarare la nascita allo Stato civile, ma anche il diritto fondamentale dell'infante alla propria identità (segnatamente il diritto al nome e al cognome, alla nazionalità e alla data di nascita) come pure alla conoscenza della propria ascendenza.
  • L'affermazione secondo cui la madre può riprendere suo figlio soltanto nell'arco di sei settimane non è esatta. I genitori hanno la facoltà di riavere il proprio figlio in ogni tempo, a condizione che siano in grado di adempiere i loro obblighi e che l'autorità tutoria non abbia deciso di prescindere dal loro consenso in vista di un'adozione. Se, al contrario, tali condizioni non sono soddisfatte, i genitori non hanno più alcun diritto di reclamare il figlio, nemmeno nel caso in cui è trascorso poco tempo dall'abbandono.
  • Depositando il figlio in modo anonimo in uno "sportello per infanti", la madre lo priva della possibilità di confrontarsi, più tardi, con i motivi dell'abbandono ed eventualmente di ristabilire un contatto con i suoi genitori naturali.
  • Il deposito anonimo da parte della madre pregiudica la posizione giuridica del padre biologico, il quale viene privato della possibilità di stabilire un legame di filiazione con tutti gli obblighi e i diritti che ne derivano.
  • Agendo nell'anonimato, la madre si priva in larga misura delle svariate prestazioni d'assistenza pubbliche e private di cui potrebbe beneficiare. Inoltre, partorendo di nascosto, essa rischia di mettere in pericolo la propria salute.
  • Il fatto che la madre deposita suo figlio nello "sportello per infanti", non equivale a un consenso all'adozione. Spetta all'autorità tutoria decidere, caso per caso e ai sensi del codice civile, se si può prescindere dal consenso dei genitori.

Il parto nell'anonimato presenta gravi svantaggi

La perizia sottolinea che l'istituzione (la reintroduzione) degli "sportelli per infanti" – oltre al fatto che potrebbe costituire un deplorevole incitamento a partorire di nascosto– rappresenta semplicemente un'alternativa all'abbandono o all'abbandono in vista di un'adozione dei figli. La donna che opta per questa forma di "abbandono nella totale impunità" non è praticamente passibile di sanzione penale. Visto che il parto di nascosto, ovvero in assenza di personale medico, rappresenta un pericolo per la salute della madre e del bambino, l'alternativa è data dalla possibilità del parto nell'anonimato di cui, a detta degli iniziativisti, lo "sportello per infanti" sarebbe il precursore. Il parto nell'anonimato offre il vantaggio che la madre e il bambino sono assistiti da personale medico durante e dopo il parto. Tuttavia, la soppressione dell'obbligo di dichiarazione da parte di maternità, medici e levatrici renderebbe necessaria una revisione legislativa. Inoltre, per garantire l'anonimato alla madre le autorità dovrebbero essere esonerate dall'obbligo di determinare e stabilire il rapporto di filiazione con i genitori del sangue. Infine, occorrerebbe assoggettare il personale medico che ha partecipato al parto all'obbligo di mantenere il segreto circa le esatte circostanze in cui si è svolto il parto.

La perizia sottolinea anche che il parto nell'anonimato può anche presentare gravi svantaggi. In ultima istanza, la madre viene abbandonata a se stessa per quanto concerne le difficoltà che l'hanno indotta a eseguire un parto nell'anonimato. Inoltre, il parto anonimo, alla stregua dell'abbandono del bambino in uno "sportello per infanti", pregiudica la personalità sia del bambino sia del padre. In effetti, esso viola il diritto del bambino alla propria identità e alla conoscenza della propria ascendenza genetica. Inoltre, priva il padre biologico la possibilità di riconoscere il figlio.

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