Ufficio federale di giustizia

Consegna all'Italia di 3000 reperti archeologici sequestrati al porto franco di Ginevra

Comunicati, UFG, 02.06.2000

Mercoledì scorso, la Svizzera ha consegnato all'Italia circa 3000 reperti archeologici di un valore assicurativo pari a circa 20 milioni di CHF. I reperti erano sequestrati, da quasi cinque anni, presso il porto franco di Ginevra.

Nel settembre del 1995, le competenti autorità ginevrine hanno avviato un procedimento penale contro ignoti per ricettazione di reperti archeologici. Nello stessa fattispecie, nell'aprile 1995, l'Italia ha formulato una richiesta di assistenza alla Svizzera nell'ambito di un procedimento penale per furto, ricettazione, appropriazione illecita di reperti archeologici scavati illecitamente contro un commerciante d'arte italiano. Nel quadro dell'inchiesta svizzera, come pure a seguito dell'esecuzione della rogatoria italiana, la magistratura ginevrina ha posto sotto sequestro un numero considerevole di reperti archeologici depositati presso il porto franco di Ginevra (circa 3000 reperti per un valore assicurativo di più di 20 milioni di franchi svizzeri).

Dopo un iter procedurale lungo e complesso durante il quale una vasta perizia archeologica ha concluso alla provenienza italiana dei reperti archeologici sequestrati, la procura ginevrina a proposto all'Ufficio federale di polizia la delega all'Italia del provvedimento penale avviato in Svizzera. Tale procedura era resa necessaria vista la nazionalità italiana del detentore dei reperti archeologici. La sua estradizione alla Svizzera non sarebbe comunque stata concessa dall'Italia.

Con sentenza del 26 aprile 2000, il Tribunale federale ha respinto il ricorso del detentore dei reperti contro la decisione di delega del provvedimento penale all'Italia emessa dall'Ufficio federale di polizia. Il ricorso è stato respinto essenzialmente poichè la legge federale sull'assistenza non riconosce la facoltà di ricorso contro le decisioni di delega del provvedimento penale alla persona perseguita che non dimora abitualmente in Svizzera. Inoltre la trasmissione dell'incarto svizzero e di tutti i mezzi di prova, quindi anche i reperti archeologici sequestrati a Ginevra, oltre ad essere prevista dalla legge federale sull'assistenza era necessaria allo scopo di permettere alle autorità inquirenti Italiane di condurre le proprie incombenze procedurali. I reperti archeologici sono stati consegnati alle autorità italiane il 31 maggio 2000.

Incomberà ora alle competenti autorità giudiziarie italiane di entrare nel merito dei gravami che il detentore valuterà opportuno sollevare dinanzi a tali autorità.
Qualora detti gravami fossero giuridicamente ammessi, l'Italia sarà costretta a proteggerli in quanto questo paese, contrariamente alla Svizzera, ha ratificato il secondo protocollo della Convenzione dei diritti dell'Uomo che prevede la protezione del diritto di proprietà e la convenzione UNIDROIT del 24 giugno 1995 che prevede l'indennizzo equo da versare al proprietario di beni culturali che avrà potuto dimostrare di averli acquistati in buona fede.

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